sabato 23 febbraio 2019

EMPOLI COME NON TE L'ASPETTI: IL MUSEO DEL VETRO E LA COLLEGIATA DI SANT'ANDREA

Empoli è per noi una seconda casa. Quindi l'amiamo, ma purtroppo non lo conosciamo abbastanza. 
Cogliamo quindi l'occasione per fare un viaggetto a chilometri zero per approfondire qualcuna delle sue molte bellezze.
Per esempio, Empoli è stata per molti anni la capitale del vetro verde, quello dei fiaschi, per capirsi.
Ed infatti qui l'industria del vetro è nata proprio come complementare a quella vinicola, e che ha dato l'impulso anche alla lavorazione della paglia, per il "vestito" del fiasco, per intendersi.
Ma torniamo ai fiaschi, che erano verdi perchè nella sabbia usata per la lavorazione era presente una forte percentuale di ossido di ferro.
La produzione dei fiaschi e damigiane a Empoli era molto antica, ma specialmente nel periodo tra le due guerre, si sviluppò tutta un'industria che produceva vasellame da tavola tutta nel caratteristico vetro verde.

Bottiglie, bicchieri, piatti; molto spesso si trattava di produzione da mercato, roba semplice, che ognuno di noi che abbia vissuto la sua infanzia negli anni '50/'60 ricorda di aver visto sulle proprie tavole.
Era conosciuto come "Verde di Empoli", e le maggiori prodiuzioni erano della Vetreria Taddei e della Vetreria Etrusca.

Ma non mancavano vetri verdi elaborati, incisi, soffiati, lavorati, delle vere opere d'arte che potete ammirare al Museo del Vetro di Empoli.
Nel periodo tra le due guerre il Verde di Empoli diventò di gran moda, merito anche dell'apprezzamento del designer Giò Ponti, e che aveva avuto modo di conoscere ed apprezzare nel periodo in cui era stato direttore artistico delle ceramiche Ginori.
Fate un attimo mente locale, e date un'occhiata a tante nature morte di quel periodo: quanti vetri verdi c'erano raffigurati!!
Ecco, il museo del vetro di Empoli, è veramente un luogo da visitare, non solo per i vetri, che vi faranno venire le lacrime agli occhi perchè vi riporteranno alla vostra infanzia, o per l'ammirazione che potranno suscitare in voi gli splendidi vetri incisi che troverete nelle teche, inserite in un preciso percorso temporale.
Quel che merita la visita è anche il luogo in cui il museo è situato, che era l'antico magazzino del Sale di Empoli.

Si tratta di una costruzione imponente e severa, tutta a mattoncini rossi, evidentemente ampliata e rimaneggiata nei secoli, e che serviva appunto per il deposito del sale che veniva trasportato su degli asini da soma, per la via Salaiola - che ancora esiste con questo nome -  direttamente dalle Saline di Volterra (che non sono propriamente dietro l'angolo).
Quando il sistema di distribuzione del sale, con l'acquisizione del monopolio da parte dello Stato Italiano, cambiò, il Magazzino del Sale conobbe un lungo periodo di degrado e di abbandono.
Da metà ottocento si deve arrivare ai giorni nostri, quando l'immobile è stato recuperato, non senza difficoltà, e nel 2010 è stato inaugurato il bellissimo museo che vi invitiamo a visitare.
E Poi la collegiata di Sant'Andrea, un piccolo, delizioso muso con opere ragguardevoli, al quale si accede tramite la Piazza Farinata degli Uberti, che però gli Empolesi conoscono come Piazza dei Leoni, a motivo degli splendidi quattro leoni in marmo che decorano la fontana al centro della piazza.
L'entrata del museo per dire la verità è  dall'attigua, piccola piazza della Propositura, e si snoda in un breve percorso a pianterreno dove si possono ammirare delle splendide sculture, tra cui una imponente fonte battesimale,


mentre al primo piano una notevole pinacoteca, con opere di grande interesse, attende solo di essere ammirata.

E questo potrebbe essere il primo capitolo su un approfondimento su Empoli.


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