mercoledì 23 gennaio 2013

UN PO' DI MUGELLO

 Solo un po', perchè a parlare del Mugello ci vorrebbero pagine e pagine.

E purtroppo non si può - e non si deve - parlare solo delle bellezze naturali e dei paesi con tanta storia alle spalle.  Non possiamo ignorare il vergognoso sfruttamento e la distruzione che è stata fatta in maniera colpevole  e sistematica di questo territorio, antico, remoto, a cui le nostre tradizioni tanto devono, culla della famiglia dei Medici, e che ha pagato a carissimo prezzo il fatto di essere una terra di passaggio, da dove da sempre le persone hanno dovuto transitare per attraversare l'appennino.
Il lago di Bilancino prima, il raddoppio del tratto appenninico dell'A1 poi, e ancora  la linea ferroviaria ad alta velocità, adesso persino la modifica della Strada Militare per Barberino... mi domando se qualche curva doveva fare poi tanta paura! Sarà perchè personalmente, su quella strada ho imparato a guidare ma non trovavo così necessario farla diventare un'autostrada.

Ma parliamo di quel po' di Mugello: precisamente di Scarperia e di Borgo San Lorenzo.
Scarperia ha di recente festeggiato i 700 anni dalla fondazione. Fu fondata dalla Repubblica Fiorentina (dalla quale ha ripreso lo stemma del giglio rosso in campo bianco ) col nome di Castel San Barnaba nel 1306, allo scopo di creare un forte da cui far partire -  e per migliorare -  le comunicazioni con l'altro lato dell'appennino, e per contrastare la famiglia degli Ubaldini, che stava prendendo troppo campo nella zona.
Il luogo dove fu fondato questo fortilizio, era una "scarpa" cioè un costone ai piedi dell'appennino, e da lì partiva la strada che portava - e porta ancora - al Passo del Giogo - che era "ria", cioè particolarmente erta.   Il nome dato dalla Repubblica Fiorentina fu quindi ben presto soppiantato da Scarperia, che è rimasto il nome del paese, che a causa della sua particolare posizione di porta verso Bologna e il nord Italia, acquista importanza tanto che, nel 1415  divenne sede del Vicariato di Firenze.
Come era in uso a quei tempi, i Vicari che si succedevano ad amministrare il territorio per conto di Firenze - che comprendeva, oltre Scarperia, Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Dicomano, San Godenzo, Vicchio ( e fin qui nulla di strano, erano tutti lì vicino) Campi Bisenzio, Carmignano, Sesto Fiorentino e Fiesole (che sono da tutt'altra parte del mondo... mah!) - attaccavano, a ricordo del loro vicariato,  le loro insegne sulle mura del palazzo, che fu fortificato e abbellito dopo il terremoto del 1452, che lo danneggiò fortemente. Gli ultimi interventi di consolidamento del 1929, lo hanno fatto somigliare un po'  al Palazzo Vecchio di Firenze.

Nella stessa piazza del palazzo dei Vicari sorge la propositura dei Santi Jacopo e Filippo, e il piccolo Oratorio  della Madonna di Piazza, dove i Vicari andavano a giurare la loro fedeltà alla Repubblica.
Il Mugello, si sa, è terra altamente sismica.
Nel 1452 infatti ci fu in terremoto disastroso,  che rase al suolo gran parte del paese e danneggiò gravemente il palazzo dei Vicari e le mura di cinta esterne.
Vicino alle mura, sorge il Torrino, con un delizioso giardino quasi verticale.

Appena fuori del paese sorge una cappella dedicata alla Madonna dei terremoti. La leggenda dice che quando la terra tremò la Vergine lasciò il bambino sulle ginocchia per giungere le mani e pregare per la popolazione.
Si dice sempre che i Lorena sono stati dei sovrani illuminati per la Toscana, ma per la povera Scarperia non è stato così. Infatti nel 1752 proprio i Lorena hanno costruito la strada carrozzabile della Futa, che aveva il pregio di partire proprio dal centro di Firenze. Da allora il traffico verso il Passo del Giogo è andato via via diminuendo, e di conseguenza anche i commerci, le osterie , gli alberghi che erano su questa strada hanno perso di importanza.
Anche la produzione di coltelli , per la quale Scarperia è tutt'oggi famosa nel mondo (giustamente  è gemellata con la cittadina francese di Laguiole)    ebbe a soffrire di questa diminuzione di traffici e di reddito, tanto che nei primi decenni dell'ottocento, restavano solamente una cinquantina di coltellinai nel borgo.

Quella dei coltelli è rimasta la principale attività artigianale di Scarperia a tutt'oggi.

Ben diversa è la storia di Borgo San Lorenzo che, come per la metà dei borghi dell'Italia centrale se ne  hanno le prime notizie intorno all'anno mille (quando cioè qualcuno si è preso la briga di scriverne...) ma sicuramente si tratta di un insediamento longobardo che si è inserito su un precedente castrum romano, che si è sovrapposto ad un nucleo abitativo Etrusco. Tanto son tutti così. Evviva Scarperia, che perlomeno ha  una storia un po' diversa!
Nel Medioevo appartenne agli Ubaldini - di cui abbiamo già accennato: non dovevano stare simpatici a molti, visto che Scarperia l'hanno costruita per levarseli di torno...- sino al X secolo, poi passò sotto il controllo del Vescovo di Firenze. Gli abitanti di Borgo son famosi per il loro caratterino tutto pepe: infatti, visto che le cose economicamente stavano andando bene, cominciarono a mostrarsi insofferenti all'autorità del vescovo, che dovette addirittura rinunciare a nominare il proprio vicario, visto che i borghigiani volevano nominarselo da sè. In seguito appoggiarono la parte guelfa, e pagarono cara la propria indipendenza, perchè nei primi anni del 1300 subirono diversi attacchi ghibellini, anche da parte dei loro ex signori, gli Ubaldini - e qui ci riallacciamo alla fondazione di Scarperia!.
Nel 1351 Firenze cinse di mura tutto il borgo e, dato che non si fidavano degli abitanti, le cariche di una qualche importanza erano tutte ricoperte da gente che veniva da Firenze!
Sotto i Lorena, Borgo San Lorenzo diventò il centro più importante e popoloso del Mugello, come è tutt'oggi.
Il suo monumento più famoso è la torre in cotto a pianta  esagonale irregolare, di origine longobarda , che adesso è il campanile della chiesa di San Lorenzo e che è stata restaurata e consolidata molte volte nel coso dei secoli.

Un altro monumento singolare è quello al cane Fido, che sorge in Piazza Dante, vicino al palazzo comunale e che ricalca perfettamente la storia del cane Hachiko - per intendersi quella del film con Richard Gere - dove il cane, vissuto nella frazione di Luco di Mugello, per ben 14 anni si recava tutte le sere ad aspettare il padrone - morto nel 1943 sotto un bombardamento - alla fermata della corriera proveniente da Firenze. Il sindaco decise di dedicare il monumento nel 1958, alla morte dell'animale.

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