Alla Fine del X secolo, nella piana pratese, gli insediamenti più a sud erano Jolo e Colonica, posizionati lungo le direttrici nord-sud che collegavano il castello di Tizzana a quello di Campi. Per quanto riguarda gli assi est-ovest, le vie principali erano la pedemontana di Montemurlo, la strada che da Ponzano passava per Sant'Ippolito in Piazzanese sino a Pistoia, e la cosiddetta "via Cava" che collegava le pievi di Tobbiana, San Giusto e Lecore. Questa maglia viaria, ricalcava sostanzialmente gli antichi assi viari del Decumano e del Cardo, e le successive modifiche medioevali ne hanno sempre rispettato la griglia ortogonale.
La strada che partiva da Ponzano - precisamente dal quadrivio dei Catracci - aveva un ruolo centrale. Qui la via di Santa Gonda, che scendeva dall'antico Ponte Petrino (allora non sul Bisenzio, ma sul Rio Sant'Anna), incontrava la biforcazione che portava da una lato a Capalle e a Campi, costeggiando il Bisenzio e dall'altro al castello di Colonica.
Questo tracciato era considerato una vera e propria "Strata", cioè la strada principale. Si trattava di una diramazione della Cassia Clodia, ed era vitale in un epoca in cui la Pieve di Santo Stefano in Borgo al Cornio, non aveva ancora acquisito importanza rispetto alle altre sei pievi della piana. Era invece la Pieve di Sant'Ippolito in Piazzanese ad essere eminente, tanto da essere chiamata "sito Strata"
Quella che poi verrà chiamata "via Pistoiese" oltre Narnali, verrà completata solo nel 1200. Per tutto il X e XI secolo, quindi, la "Strata" era densamente percorsa da chi andava da Firenze a Pistoia e da tutti gli abitanti della piana.
Oggi molti toponimi sono rimasti intatti: via di Ponzano si trova ancora nei pressi di via Santa Gonda, a sua volta vicina al Ponte Petrino. L'incontro tra via S. Gonda e via di Ponzano avviene grazie ad un breve tratto di via delle Fonti, da dove ha inizio la "Strata" vera e propria" : via "Adriano Zarini" all'altezza della chiesa della Madonna dell'Ulivo. Qui sorge il caratteristico tabernacolo in mattoni che, nei primi anni del '900 dava il nome alla località: "Croce di (A)Bramo". Di fronte esiste ancora una vecchia casa colonica (oggi ristrutturata) che sicuramente vanta molti secoli di storia.
Proseguendo lungo via Zarini, si incontra l'incrocio con "via dei Catracci ": questo è il primo nodo stradale. Il secondo nodo stradale è rappresentato dall'incrocio di questa antica "Strata" con la via che porta al Montalbano, passando per l'antica Pieve di Lecore. Il terzo nodo, si trova nella strada che dal Borgo al Cornio, passando per le Pievi di San Paolo e Tobbiana, porta al castello di Jolo. il quarto nodo, è l'attraversamento degli sbarramenti naturali formati dai torrenti Bardena e Calice, punti strategici di questa antica via di comunicazione.
Con l'istituzione del libero Comune, l'importanza di questa via decadde, perchè l'attraversamento del Castrum di Prato divenne obbligatorio per andare da Firenze a Pistoia. Per questo, nella seconda metà del 1200, venne completata la via Pistoiese tra Narnali e Mazzone, fino all'innesto con l'antica "Strata". Si venne così a formare un triangolo di strade simile a quello di Ponzano, ridisegnando la viabilità dell'epoca.
Via Cava esisteva già sicuramente prima dell'anno mille, come collegamento di fondovalle tra le Pievi di Tobbiana, San Giusto in Piazzanese e Lecore. A causa degli sbarramenti naturali dei torrenti Bardena e Calice, però, si fermava al confine con il territorio fiorentino. Al contrario la via, ancora oggi conosciuta come "via del Ferro", era molto trafficata, perchè perchè conduceva ad una pieve di grande importanza, come quella di Colonica.
La strada per il Montalbano perse la sua rilevanza quando, tra il XIV ed il XVI secolo, fu tracciata la Strada Maestra Pratese (oggi via Roma). Quando questi territori cominciarono ad acquisire importanza, la strada venne collegata oltre la Porta Santa Trinita, per garantire una comunicazione diretta. La stessa cosa accadde fuori dalla Porta Pistoiese, dove la nuova viabilità si collegava alla "Strata" nei pressi di Sant'Ippolito, oppure al "Capo di Ponte" sulle attuali vie Fra' Bartolomeo e Ferrucci, che portano al Ponte Petrino. Infine, fuori da Porta al Serraglio, nel più laborioso ed industrializzato di tutti i sobborghi - nato a cavallo della via che conduce alla Val di Bisenzio e del Gorone che prende le acqua del Cavalciotto a Santa Lucia - la viabilità si evolverà seguendo le esigenze di un territorio in piena espansione.
notizie da "Gore e Mulini della Piana Pratese - Territorio e Architettura" di Giuliano Guarducci e Roberto Melani





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