lunedì 31 agosto 2026

IL BORGO DI MONTE SAN SAVINO

Nell'estate più calda e assolata del secolo, siamo capitati a Monte San Savino in un giorno in cui (come si dice) "la tiravano con i secchi": questo per fare capire come pioveva.  Eravamo molto contenti per l'agricoltura, ma un po' meno per noi, che ci proteggevamo dalla pioggia sotto un ombrellino che bastava a malapena per uno. Infatti ci siamo bagnati così tanto, che siamo stati costretti a comprare della biancheria di ricambio in una provvidenziale merceria (unico negozio aperto in tutto il paese: un bella fortuna!).


 Quando la pioggia ci ha dato tregua, siamo arrivati al nostro obiettivo primario: il "Cisternone" (che come dice il nome è una grande cisterna per la raccolta dell'acqua) che si trova sotto il maestoso " Palazzo di Monte" e che è sede del Comune, di cui è particolarmente bello il lato posteriore, che si affaccia su dei giardini detti "pensili" perchè sono sollevati  di diversi metri rispetto alla sede stradale. 




 

La sopraelevazione ha permesso la costruzione di un teatro semicircolare di grande effetto.


A cosa serviva il cisternone? A contenere l'acqua per annaffiare i giardini del Palazzo di Monte!

Veramente bella la Loggia dei Mercanti con le sue colonne corinzie


E anche la Torre Civica del Palazzo Pretorio, che abbiamo visitato incuranti della pioggia, godendo di un panorama veramente splendido: il vero panorama toscano fatto di uliveti, vigneti, boschetti, campi coltivati, case sparse e macchie di vegetazione. E certo, anche un discreto numero di cipressi.


 

Una cosa che abbiamo scoperto solo dopo è che Monte San Savino (patria di Andrea Contucci detto "il Sansovino" e di Papa Giulio III°: questo andava detto, altrimenti il post non sarebbe stato completo d tutti i cenni storici) è la terra dei campioni del pallone col bracciale. E' uno sport che sino a prima della 1° Guerra Mondiale era molto popolare, ma poi fu soppiantato dal Calcio, che aveva regole univoche per tutti, e  di conseguenza fu rapidamente dimenticato.


 Tuttavia a Monte San Savino è ancora molto sentito . Lo Sferisterio (il luogo dove si giocava questo gioco, che somiglia vagamente al tennis, ma con un pesante bracciale di legno di quercia "con le punte" per catturare la palla) non esiste più e viene giocato lungo le mura Castellane, fuori da Porta San Giovanni.

Qui a Monte San Savino sono nati molti campioni di questo sport che è detto anche "della palla grossa" : sono stati persino raccontati da Edmondo di Amicis nel romanzo "Gli azzurri e i Rossi"

Monte San Savino è stata anche sede di un'importante comunità ebraica, tant'è vero che qui troviamo le vestigia di una ex sinagoga che riporta al suo interno le riproduzioni dei cartigli dei contratti di matrimonio di antiche famiglie della zona.


 

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