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giovedì 24 maggio 2012

CASTELLO DI SAMMEZZANO


In località Leccio, nel comune di Reggello, si trova il meraviglioso Castello si Sammezzano.


Questo castello esiste dai tempi di Carlomagno, ed è passato in mano a numerose famiglie nobili del contado Fiorentino (potevano forse mancare i Medici?) finchè, nei primi anni del 1600, è diventato proprietà degli Ximenes d’Aragona che lo fecero ingrandire ed abbellire. Nella seconda metà del 1800 il Castello divenne di proprietà del ramo Panciatichi della famiglia Ximenes, e Ferdinando, grande estimatore della cultura araba, lo fece diventare quello che è attualmente, dal punto di vista architettonico.Esternamente ricorda la struttura del Taj Mahal, mentre internamente si ispira all’Alhambra di Granada.

E’ composto da 365 stanze, una per ogni giorno dell’anno, ed ognuna diversa dall’altra.

Sino agli anni novanta è stato un albergo di lusso. Nel 1999 è stato venduto ad una società inglese che lo ha lasciato in stato di abbandono: infatti visitandolo si vedono già i segni del degrado e del disinteresse in cui questo splendido edificio si trova.

Altrettanto bello e abbandonato a sé stesso è il parco, che il Panciatichi aveva popolato di specie rare ed esotiche, molte delle quali non sono sopravvissute agli anni ed all’incuria. Tuttavia la Natura riesce a trovare, anche nell’abbandono delle cure dell’uomo, una sua romantica bellezza.
Resistono tuttavia una gran quantità di sequoie, molte delle quali hanno raggiunto i 40 metri di altezza.

Le Balze sono invece il risultato dell’erosione formata dall’arno, della valle nata dal lago esistente nel periodo pliocenico nel valdarno inferiore. Il fiume che noi conosciamo ha un letto che è molto più basso rispetto al fondo di questo lago, per cui le stratificazioni creano questo strano paesaggio con pendii molto scoscesi.

Sono localizzate tra Castelfranco di sopra, Pian di Sco’, Reggello, Terranuova Bracciolini e Loro Ciuffenna.
In questa stessa zona abbiamo avuto la fortuna di trovarci davanti allo strano fenomeno dei”cerchi nel grano”, un fenomeno assai strano e per il quale non si è ancora trovata una spiegazione scientifica.

Forse opera di alcuni buontemponi oppure  da alieni venuti da chissà dove........

domenica 6 maggio 2012

LE ANTICHE CAMELIE DI CAPANNORI


Quando si parla di Camelie, si pensa automaticamente al romando di Alexandre Dumas "la Signora delle Camelie" ispirato alla figura, realmente esistita di Marie Duplessis: il romanzo, come si sa, ha poi costituito ispirazione a Verdi per la celeberrima "Traviata".
La signora in questione era famosa per il metodo che aveva per segnalare la propria disponibilità sessuale: per venticinque giorni al mese si presentava nei locali con una mazzetto di camelie bianche, e per i restanti 5 giorni con camelie rosse. Visto il  mestiere che faceva, era un metodo sicuro ed efficace. Adesso noi lo troveremmo persino romantico, ma non sono sicura che alla fine del XIX secolo fosse così discreto come oggi può sembrare...
Questo per introdurre l'argomento di questa passeggiata.
Nel territorio del comune di Capannori (LU) si trova un piccolo comprensorio che si chiama "Il Compitese" e comprende alcune frazioni tra cui S. Andrea a Compito, Colle di Compito, Pieve di Compito ed altri.

A Sant'Andrea a Compito ogni fine marzo si tiene la "Festa delle Antiche Camelie".
Il microclima della zona è particolarmente adatto a questa coltivazione, perchè il territorio è ricco di acqua ed è molto riparato; infatti la Camelia soffre molto il vento freddo.

Si possono visitare i giardini - bellissimi -  di antiche ville del XVIII° e XIX° secolo disseminate nel territorio, dove si trovano splendide piante di questo fiore antico, quasi dimenticato dai fiorai moderni perchè delicato, e dalla vita effimera una volta che è stato reciso.

Le varietà sono innumerevoli e non si smette mai di meravigliarsi della loro bellezza. Ogni volta ci si deve sforzare a trovare un superlativo diverso.

L'assortimento più grande si trova in una apposita struttura detta "Il Camelieto", una specie di libro illustrato all'aria aperta,  dove ogni pianta è catalogata con il nome volgare, quello scientifico e con l'anno e la località in cui è stata identificata.

Volendo è possibile adottare una pianta, che potremmo, per esempio, dedicare ad una persona a noi cara, e con la piccola cifra necessario per  questa operazione, contribuire alla manutenzione ed all'ampliamento della struttura.

La "camelia sinensis" non è altro che la pianta del tè. Si pensa che tutto il tè che circola in Italia venga dall'estero; esiste tuttavia, proprio a Sant'Andrea a Compito, una piccola piantagione di tè italiano: la Chiusa Borrani.

Se non sbagliamo si tratta dell'unico esperimento del genere nel nostro paese. Noi l'abbiamo assaggiato, sia nella sua versione "verde" che in quella "nera", e l'abbiamo trovato eccellente.
La piantagione è visitabile, oltre che nel periodo della Fiera, su appuntamento.
Ovviamente anche il tè è acquistabile.

Mappa: http://g.co/maps/w2nzs